Povijest

Povijest (4)

Martedì, 20 Novembre 2012 16:30

Crkve u okolici

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  Grožnjan - Crkva Sv. Vida - Staro groblje
     
  Grožnjan Crkva Sv. Kuzme i Damjana

na malom trgu izvan zidina, nalazi se crkvica iz 1554., kako navodi natpis
uklesan u kamen nad ulazom. Posvećena je svetom Kuzmi i Damjanu, obnovljena 1834., a ima i sačuvanu preslicu, bez zvona. 1954. obnovljene su unutrašnjost i velika lopica poduprta krhkim stupovima. 1988-89. slikar Ivan Lovrenčić unutrašnjost oslikava freskama - suvremenim likovnim jezikom.

Istočni vanjski zid nosi ploču sa zapisom: "dobrovoljnim radom i darovima vjernika iz
okolice, sagrađena"

     
  Kostajnica - Crkva Sv. Petra i Pavla

Kostanjica se spominje kao župa 1304. godine. -Sagrađena na starim temeljima 1747. godine -Ugrađena stara krstionica -Proširena 1770.
     
 







Završje - Crkva Blažene Djevice Marije
     
 





Završje -
Crkva Blažene djevice Marije i Svete krunice
     
 







Završje - Crkva Sv Roka
     
 



Čepić -
Crkva Sv. Marije Snježne kod Čepića XV.stoljeće
     
 

Kave -
Crkvica Sv.Florijana
Kasna romanika Oko crkvice bilo je groblje
     
 





Kave - Crkvica Sv.Florijana
Kasna romanika Oko crkvice bilo je groblje
     
 



Šterna
- Crkva Sv. Mihovila Šterna
Sagrađena 1750. godine Posvećena 1757. godine. Krstionica ima tekst na glagoljici iz 1541. godine.
     
 


Šterna -
Crkvica Sv. Kancijana - groblje i Poklonac sa likom Sv. Antuna
     
 





Vrnjak -
Crkva Blažene djevice Marije Žalosne - groblje
     
  Dolina rijeke Mirne - Baštija - Crkva Majke Božje

Posljednjom rekonstrukcijom, 1999. g. ustanovljeni su stariji zidovi i temelji koji su duboko ispod sadašnjeg nivoa. Graditelji današnjeg zdanja pustili su unutar crkve mogućnost pristupa za iskopavanja u najdubljim slojevima. Prvi spomen crkvice potječe iz 1610. god. Pouzdano se zna da je tada nastala na još starijem hramu. Uz nastanak lokacije za ovu crkvicu postoji legenda: Rijeka Mirna bila je plovna do Ponte Portona. Nekoć su ribari lađom prevozili kip Majke Božje. U jednom su trenutku začuli riječ "Bašta / Basta / Dosta!" Tu su se zaustavili i označili mjesto za hram. Zato crkvicu i lokaciju nazivaju Baštija.
     
 









Sveti Juraj -
Crkva Sv. Jurja
( 1291. romanika )
     
 



Antonaca - Crkva Sv.Petra
     
     
     
Mercoledì, 14 Novembre 2012 08:20

IL DUOMO DEI SS. VITO, MODESTO E CRESCENZIA

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Il piu' antico documento che riguarda la chiesa e' del 1310; in esso il vescovo Giroldo di Cittanova nomino', a successore del defunto pievano, Pietro da Civitate. Il Duomo absidato di Grisignana, del XIV secolo, fu riadattato nel 1770 in stile barocco con l'inserimento di 4 lesene e capitelli sulla facciata. Originariamente era dedicato all' Assunzione della Beata Vergine Maria. La grande scena dipinta sul fondo, detta dei „Protettori", e' un' opera di Ermenegildo De Troy e rapresenta il martirio dei santi Vito, Modesto e Crescenzia nell' arena di Roma, avvenuto nell' anno 303. I santi patroni si festeggiano il 15 giugno. In questa chiesa parrocchiale si trova l' organo del Girardi risalente al 1846 (attualmente in ricostruzione).I banchi del coro sono del periodo rinascimentale e rappresentano un esempio d' arte ispirata alla tradizione popolare.

Oltre all'altare principale ne esistono ancora 4, dedicati: 1. Alla caritatevole Vergine Maria (di Enzo Morelli); 2. Al Cuore di Gesu'; 3. A San Biagio, S. Sebastiano, S. Rocco, S. Valentino (motivo pittorico del Travi); 4. A san Michele Arcangelo, San Antonio Abate e San Antonio da Padova. Dal 2008 su questo altare c'e' anche la fotografia del beato don Francesco Bonifacio, il qualle e' stato proclamato beato il 4 ottobre 2008 nella chiesa di San Giusto a Trieste. Il beato don Francesco Bonifacio viveva e lavorava a Crasizza (Villa Gardossi) e Grisignana, dov' e' stato martoriato l' 11 settembre 1946, come testimone di Cristo. L' altare dedicato a San Biagio, prottetore della gola il quale gli abitanti di Grisignana lo festeggiano il 3 febbraio, ha delle particolari indulgenze papali risalenti al 1801. Queste ricordano l' arrivo di Papa Pio VII (1800) durante una tempesta in mare nella Val di Torre, con la fregata „Belona". Durante la permanenza ha elogiato il parroco di Grisignana e i cappellani, dando cosi' maggiore importanza alla parrocchia di Grisignana. Il campanile, dalla cuspide ottagonale e' costruito in arenaria gialla ed e' alto 36 metri. Questo e costruito tra il 1603 e il 1682.

Fuori dalle mura cittadine si trova una chiesetta del 1554., dedicata ai SS. Cosma e Damiano. A Grisignana si trovano anche i seguenti sacrifici sacrali: la chiesetta di san Nicolo' presso il cimitero cittadino, li vicino ce la chiesetta di San Spirito del 1598. Un po' piu' lontano c'e' la chiesa di San Vito con il vecchio cimitero. Sul territorio della parrocchia si trovano ancora le seguenti chiese: San Floriano (XIV sec.), S. Giovanni Batista (XV sec.), S. Antonio Abate (1919), e la chiesa della Beata Vergine della Bastia (XV sec.) Nei vecchi documenti sono nominate anche le chiesette di San Rocco e Martino a Grisignana, ma non sono state conservate.

 

Mercoledì, 14 Novembre 2012 08:20

La storia recente

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Durante l'amministrazione austriaca, il territorio del comune di Grisignana godette d'una notevole prosperita economica. Grazie alla costruzione della linea ferroviaria a scartamento ridotto, detta la "Parenzana" (1902), si sviluppo il commercio ed aumento la produzione agricola. Il vino, l'olio, le uova ed altri prodotti agricoli venivano piazzati a Capodistria ed a Trieste, senza alcuna difficolta. Secondo il censimento del 1910, nel centro urbano di Grisignana vivevano 1.658 abitanti, mentre l'intero territorio comunale ne contava 4.028. Grisignana aveva il suo medico, la posta, la scuola, l'avvocato, il notaio, l'oleificio, il panificio, i negozi di alimentari e di abbigliamento, due macellerie, un paio d'osterie e numerosi artigiani: calzolai, fabbri, sarti, falegnami...

La caduta dell'Austria e l'avvento del Regno d'Italia e della crisi economica mondiale, segnarono fortemente anche codesto territorio. Essendo numerose, negli anni Venti, le famiglie di Grisignana iniziarono ad emigrare per motivi economici – molti andarono in cerca di lavoro a Trieste e nelle terre d'oltremare. Nel periodo del Regno d'Italia, l'acquedotto principale, che da Pinguente giungeva fino al mare, passava per il territorio di Grisignana; al tempo, gli abitati maggiori vennero elettrificati e la valle del Quieto bonificata. Con la caduta del fascismo in Italia, nel 1943 scoppio l'insurrezione della quale, oltre a croati e sloveni, fecero parte anche gli antifascisti italiani, che lottarono contro l'occupazione tedesca fino al 1945.

Nel 1965 Grisignana e stata proclamata "CITTA DEGLI ARTISTI" Gli artisti delle arti figurative stanno restituendo nuova vita alla citta. I membri della societa degli artisti delle arti figurative della Slovenia e della Croazia, hanno iniziato a stabilirsi nella citta, strappandola cosi ad ulteriore declino. Lo scultore Aleksandar Rukavina e la guida ed il sincronizzatore delle attivita. La colonia degli artisti, organizzata dagli stessi nelle vecchie case abbandonate, col tempo diventa la residenza ed il posto di lavoro di molti autori.

Nel settembre del 1943, a Pisino, il Comitato Popolare di Liberazione dell'Istria, proclamo l'annessione dell'Istria alla madrepatria croata. La risoluzione venne convalidata dal neocostituito Comitato Popolare di Liberazione, e poi dal Consiglio regionale antifascista popolare di liberazione della Croazia (ZAVNOH) e dal Consiglio antifascista popolare di liberazione della Jugoslavia (AVNOJ). Nel 1947, a Parigi venne firmato il Trattato di pace con l'Italia. L'Istria venne divisa tra la Jugoslavia ed il Territorio Libero di Trieste, suddiviso in zona A, amministrato dall'armata anglo-americana, ed in zona B, amministrata dall'esercito jugoslavo. Grisignana faceva parte della zona B. Il 5 ottobre del 1954, a Londra venne firmato il Memorandum, che assegnava la zona A alla giurisdizione della Repubblica italiana e la zona B a quella della Repubblica Federativa Popolare Jugoslava

Nel Comune di Grisignana le lingue ufficiali sono il croato e l'italiano e pure la comunicazione in lingua slovena non costituisce alcun problema. Qui, il fenomeno e del tutto naturale. .

Nel 1975, con il Trattato di Osimo, veniva definito il confine tra la Repubblica italiana e la RFPJ, ed assegnava definitivamente la zona B alla Jugoslavia. Una clausola speciale del Memorandum di Londra prevedeva la possibilita di opzione, che - assieme alla nazionalizzazione, alla confisca dei beni, al cooperativismo forzoso, alle restrizioni di ogni tipo, ad una cattiva politica agraria (al posto delle tradizionali culture di vigne, olivi e frutteti, venne imposta la semina a frumento), alla rottura dei rapporti economici di lunga tradizione con l'entroterra di Capodistria e Trieste, alla violazione dei diritti religiosi, alla costrizione a cambiare scuola, alle intimidazioni ed alla propagazione del terrore..., il tutto evidenziato da una forte propaganda italiana - , contribui all'esodo dei 2/3 della popolazione dal territorio, tanto che nella stessa Grisignana non rimase che qualche famiglia isolata. Le case abbandonate di Grisignana sono in parte state occupate da famiglie provenienti dai dintorni, e in parte, quando nel 1965, la citta e stata proclamata "Citta degli artisti", sono state date in alloggio ad artisti croati, sloveni e provenienti dalla Vojvodina, mentre nel 1969, altre ne sono state messe a disposizione del Centro di Cultura Internazionale della Gioventu musicista croata. Cosi Grisignana, da citta degli artigiani, si e trasformata in citta degli artisti. Ora, d'estate, tra le case restaurate e le sue piazzette – con logge ed archetti, con i camini cilindrici e le architravi con gli stemmi e le date di costruzione, ornate da ferri battuti – risuonano magici suoni di musica, che non permettono Grisignana sprofondi nell'oblio. Libero comune sin dal 1358, nel 1955, Grisignana entro a far parte del comune di Buie, ma ne riacquisto l'autonomia nel 1993.

 

 

 

Mercoledì, 14 Novembre 2012 08:18

Storia - i millenni passati

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Chi scende l'antica via Flavia muovendo da Buie verso Visinada, notera sulla sinistra un colle di forma conica, alto 228 m, sulla cui sommita, fra un gruppo di case, spicca un campanile. E Grisignana, l'antica Graeciniana. Il colle, terrazzato e ricco per secoli di ulivi e vigneti, e uno sperone arenaceo che si e formato dalle fenditure dei terreni provocate da due torrenti: il Canistran ed il Pision. Il poetico stemma comunale e rappresentato da una mano che offre un giglio bianco al sole.

Da Grisignana si gode l'incantevole veduta d'una ventina di paesi circostanti, mentre il panorama dei campi, sui declivi di Bollara e Castagna alla sinistra, delle campagne sui versanti delle Terre Bianche e di Baredine alla destra, della sottostante valle del Quieto, e del mare di Cittanova fino ad Umago, scopre una delle piu belle e rigogliose zone dell'Istria. Il grisignanese, ovvero il territorio che comprende la parrocchia di Grisignana, in parte montuoso ed in parte piano, e molto fertile, con belle coltivazioni di olivi, vigne e alberi da frutta. Subito fuori porta, si trova il cimitero di S.Niccolo, con numerosi cipressi, e ad un chilometro, verso nord-est, si estende la dolce pianura di S. Vito, con il vecchio cimitero abbandonato e la chiesetta con la cappella mortuaria

Il paese, conosciuto un tempo come "castello", era circondato da grosse mura ed oggi, a cio che ne rimane, viene dedicata molta cura. Nell'antichita aveva due porte, di cui una, la Porta Maggiore, la sola che si e conservata, era anche dotata d'un ponte levatoio. E situata in un luogo incantevole, dove termina la strada da Ponte Porton. Dal magnifico belvedere, alle mura, presso il luogo dove si trovava la porta minore e dove esiste tuttora il pilo (colonna) veneto, lo sguardo si estende fino all'orizzonte. In questa cittadina appollaiata sul cocuzzolo del colle, le case sono addossate l'una all'altra, cio che attesta la configurazione medievale dell'abitato.

Ai margini della pianura si trovano Peroi e Villa Romana, dove furono trovati pezzi di mosaico e monete romane, ed i resti di un ricco abitato e di una carreggiabile. Grisignana con il suo circondario comprende inoltre S. Floriano del Carso, e verso sud confina con il Quieto, dove un tempo si trovava il porto di Bastia; nel 1500, fino a questo attracco, il fiume Quieto era ancora navigabile. Ad ovest il territorio di Grisignana si estendeva fino a Villanova, un paese presso Verteneglio. Nel 1371, l'agro di Villanova fu assoggettato all'autorita del podesta veneto di Grisignana, assieme al castello di S. Giorgio al Quieto o in Laymis.

Tra le due porte, in una piccola piazza fuori della cinta muraria, si trova una chiesetta del 1554, come riporta la dicitura scolpita sulla pietra sopra l'entrata. Dedicata ai SS. Cosma (Cosimo) e Damiano, rinnovata nel 1834, ha mantenuto il piccolo campanile, privo di campane, in buone condizioni. Nel 1954 sono stati ristrutturati l'interno ed il grande portico, sostenuto da esili colonne. Nel 1986, l'interno della chiesetta, e stato ridipinto dal noto pittore croato, Ivan Lovrenčić. In mezzo al paese, si trova il Duomo absidato del XIV secolo, riaddattato nel 1770 in stile barocco, con l'aggiunta di quattro lesene e capitelli sulla facciata. Il Duomo, in origine dedicato alla Madonna, attualmente e la chiesa dei SS. Vito, Modesto e Crescenzo. Le prime notizie sicure della parrocchiale risalgono al 1310. L'interno della chiesa e stato ridipinto nel 1965. I banchi del coro, ispirati alla tradizione dell'arte rustica popolare, sono del periodo rinascimentale. La sacrestia e l'ostensorio della chiesa sono del 1612. La grande scena dipinta sul fondo della chiesa, nota come la scena dei Protettori, e opera di Ermenegildo De Troya e rappresenta il martirio dei SS. Vito, Modesto e Crescenzo, avvenuto nel 303, nel Colosseo romano. .

La chiesa dei SS. Vito, Modesto e Crescenzo, vanta un altare con delle reliquie, che papa Pio VII, nel 1800, assegno alla chiesa di Grisignana col tramite di un decreto speciale. L'editto venne consegnato al pievano Michele Dubaz in occasione della visita a Pio VII in Val di Torre, dove il papa si era rifugiato con la sua fregata "Bellona", a causa del maltempo. A fianco della chiesa, l'alto campanile, in arenaria gialla e con la cuspide ottagonale. Poco lontano dalla chiesa parrocchiale si trovavano le chiesette di S. Rocco e di S. Martino, esistenti gia nel XIV secolo. Fortunatamente, la loggia veneta del Fontico del 1557, e rimasta indenne. Ha quattro colonne ed il pavimento in pietra calcarea, e contiene quattro lapidi romane. In quest'antica loggia si tenevano le sedute giudiziali, poiché Grisignana aveva il proprio statuto liberamente sancito, scritto in italiano in un rogito del 1558 e suddiviso in quattro libri. Sembra, pero, che Grisignana avesse avuto un suo statuto gia nel 1358, alla fine del feudalesimo, quando era entrata a far parte dei possedimenti della Repubblica di Venezia. Il codice con lo statuto e in pergamena e contiene una miniatura della Madonna, con S. Vito da un lato e S. Modesto dall'altro, e sotto, con lo stemma comunale. Secondo la tradizione, il primo giorno di Quaresima i giudici facevano le "frittole", che poi mangiavano e distribuivano ai passanti, i quali dovevano far loro riverenza, altrimenti erano obbligati a pagare un'ammenda. Il palazzo del podesta di Grisignana venne restaurato due volte, nel 1588 e nel 1726. Molti furono i popoli ed i potenti che si susseguirono a Grisignana e nel suo circondario. Qui vissero, s'intrecciarono e lottarono per il ottenerne il predominio: Istri, Illiri, Celti, Greci, Romani, Ostrogoti, Longobardi, Franchi, Germani, Slavi, Italiani ed altri. Nell'antichita, Grisignana fu fortezza romana, di cui fanno testimonianza le iscrizioni, le monete ed i mosaici reperiti, come pure i termini toponomastici, ad es., Vetta Romana. Le prime note storiche del borgo fortificato di Grisignana risalgono al 1102, quando il marchese d'Istria Ulrico II e sua moglie Adelaide donarono i loro beni istriani al patriarcato d'Aquileia. Nel documento il borgo viene indicato con il nome di Castrum Grisiniana. Giudicando dai fatti, si puo dedurre che nel 1238 si trovasse sotto il dominio di Vicardo I di Pietrapelosa. Nel 1277 vennero fatte venire alcune famiglie slave per coltivare le terre incolte del feudo di Pietrapelosa. Quale garanzia per i danni di guerra, nel 1286 Vicardo II di Pietrapelosa dette in pegno al patriarca Raimondo il castello di Grisignana, al posto di quello di Salise.

Nel 1287, mentre ancora era in guerra al fianco del patriarca contro Venezia, Vicardo passo dalla parte del nemico e cedette Grisignana ai Veneti. Terminata la guerra, il castello venne riconsegnato ai legittimi proprietari. Dopo la morte di Vicardo II, nel 1329 Grisignana passo a suo figlio Pietro e dopo la morte di questi, avvenuta nel 1339, ridivento proprieta del patriarca, che la cedette in feudo ai nobili friulani de Castello. Nel 1354, Grisignana passo nelle mani di Volrico o Ulrico di Reifenberg, che nel 1358 vendette il feudo a Venezia, per 4000 ducati, a saldo dei debiti precedentemente contratti. Volrico era figlio di Dietalmo, discendente da Volchero, patriarca d'Aquileia, e nel 1356, durante la guerra tra Venezia ed Ungheria, oppose nel castello di Grisignana strenua resistenza alle truppe magiare. Sembra, tuttavia, che mentre la guerra era in atto, Volrico avesse trattato a Venezia la resa di Grisignana. Il luogo, come tutto sembra confermare, venne occupato dalle unita militari ungheresi e croate, sotto il comando di Mikiza, figlio del bano croato.

L'arcidiacono di Buda, che riporta la notizia, chiama il posto, Krisignan di Volrico Rosumberk. Nel 1358, il paese fu occupato da Venezia e ne rimase sotto il dominio fino all'anno della sua caduta, il 1797. Nel XIV secolo, ancor prima che Venezia acquistasse Grisignana, altre famiglie slave, chiamate dai feudatari germanici, vennero ad insediarsi nei paesi disabitati del territorio. Nel 1359 il Capitano di Umago, Pietro Dolfin, si trasferi nella nuova sede di Grisignana e nel 1360 e 1367, restauro le mura ed il palazzo comunale, fortificando le difese della citta. La Capitania si mantenne sino al 1394, quando venne trasferita a Raspo, assieme a quella di S. Lorenzo al Pasenatico, formando cosi un unico comando per tutto il territorio. Dal 1394, dopo il trasferimento della Capitania a Raspo, il luogo fu governato da un nobile veneziano, con il titolo di podesta.

Dall'inizio del XVI secolo, i podesta di Grisignana vennero eletti tra i nobili capodistriani. Nel XV secolo, Grisignana fu posta sotto la giurisdizione di Pietrapelosa, e nel 1446, vennero restaurate le mura, a protezione di eventuali attacchi turchi. Dopo la spaventosa epidemia di peste del 1630, il territorio del comune di Grisignana assunse l'aspetto d'un luogo disabitato. Per dare nuova vita al territorio, la Repubblica di S. Marco mando famiglie italiane del Veneto, della Carnia e del Friuli - trattavasi di artigiani vari - , a ripopolare le cittadine deserte. Per rimettere in piedi la produzione agricola, il governo di Venezia provvide a colonizzare il territorio, facendovi affluire famiglie slave.

Ai nuovi arrivati in Istria, lo stato concedeva i terreni incolti gratuitamente, con l'obbligo di portarli a cultura nel giro di cinque anni, ed inoltre esentandoli dagli oneri fiscali e lavorativi per la durata di vent'anni. Il buon esito economico della colonizzazione dell'ambiente rurale si riflette anche sullo sviluppo delle cittadine: prosperarono i baratti di merci ed i commerci, si rafforzarono i traffici e miglioro lo stato demografico della popolazione. Dopo la caduta dell'impero napolenico e delle sue province illiriche, nel 1813 Grisignana divenne parte integrante dell'impero asburgico. Quando nel 1816, l'imperatore austriaco Francesco I venne in visita ai possedimenti istriani acquisiti dopo la sconfitta di Napoleone, passo anche per Grisignana, dove ebbe un incontro con il clero e la popolazione del sito

 

 

 

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